Chiusura Campagna Antincendio 2012

Oggi possiamo solo dire che, a fronte di un aumento degli incendi, esiste una risposta dello Stato, se pur migliorabile, efficiente ed efficace che è perfettamente in grado di spegnere gli incendi. Siamo, insomma, diventati bravi nelle attività di spegnimento degli incendi boschivi”. Lo ha detto ieri a Bari l’Assessore regionale alla Protezione civile Fabiano Amati, in occasione della cerimonia di chiusura della Campagna Antincendi Boschivi 2012. Quando richiedo continuamente la collaborazione dei mezzi in informazione, c’è il tentativo di chiedere un aiuto affinché questo processo educativo venga piantato e germogli. Sogno il giorno in cui qualcuno possa annunciare che questa guerra è finita e tutte le strutture in campo sono state smantellate”. - Fabiano Amati


Sono queste le parole, aggiungerei toccanti, di Fabiano Amati,  Assessore alla Protezione Civile, pronunciate alla cerimonia di chiusura della Campagna Antincendi Boschivi 2012 svoltasi giovedì 4 ottobre alle ore 10.30 presso la sala conferenze dell’aeroporto di Bari – Palese. All’evento, durante il quale è stata illustrata l’attività svolta, presenti l’assessore alla Protezione civile Fabiano Amati, il dirigente del Servizio di Protezione Civile Luca Limongelli, l’Amministratore unico di Aeroporti di Puglia Domenico di Paola, il Comandante Regionale del Corpo forestale dello stato Giuseppe Silletti, il direttore Regionale dei Vigili del fuoco Michele Di Grezia, Il direttore dell’ARIF Giuseppe Taurino, Dirigenti del Dipartimento nazionale di Protezione civile, autorità civili e militari della Regione Puglia e il Presidente della società AIRSPEA (l’azienda convenzionata con il DPC per la fornitura dei fire-boss e dei canadair) Rodolfo Spagnoli.

In occasione dell’evento, è stata allestita una mostra statica, sulla pista di atterraggio dell’Aeroporto barese, di mezzi aerei e di terra che sono stati utilizzati nel corso della campagna AIB 2012.

“Nel 2012 abbiamo avuto 707 incendi (sino al 3 ottobre), con un in incremento notevole rispetto ai 580 del 2011 e la superficie bruciata totale è risultata essere di 7.785 ettari, su 7.174 lo scorso anno”, è questo quanto ha affermato il comandante regionale del Corpo forestale dello Stato, Giuseppe Silletti, intervenendo alla conferenza stampa tenutasi dopo la visita delle autorità alla mostra statica dei mezzi. “Il dato che più mi conforta - ha aggiunto - è relativo alla superficie media totale per incendi che ci colloca in Italia al quinto posto, mentre nel 2011 eravamo al secondo. Il buon rapporto tra Stato e Regione prende sempre più piede: svolgiamo, migliorando di anno in anno, un'attività essenziale”. E ancora, “È la prima volta - ha aggiunto il direttore regionale dei Vigili del fuoco, Michele Di Grezia - che c'è una collaborazione strettissima tra tutti gli operatori sul campo. Siamo intervenuti su 8.252 incendi, dei quali poco più di duemila rientrano nella campagna Aib, e il restante nelle competenze ordinarie”. Intervenuto anche il direttore dell’ARIF, Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali, il quale ha ricordato che per fronteggiare la situazione la Puglia si è potuto contare anche su 54 squadre dell'Arif e su oltre 1.200 volontari.

 “Per il rafforzamento delle strutture comunali di protezione civile in Puglia - ha aggiunto Fabiamo Amati, assessore regionale alla Protezione civile - sono disponibili quasi 9 milioni di euro, che saranno destinati a 140 amministrazioni». Nel primo periodo della campagna Aib (15 giugno-22 luglio) si sono verificati gli incendi di maggior rilevanza, favoriti - è stato evidenziato - da una lunga siccità e dalle temperature molto elevate. La sala operativa unificata permanente (Soup) ha gestito 5.864 segnalazioni e di queste il 14% è riferibile ad incendi boschivi. In 12 giornate, in particolare, è stata superata la soglia delle 100 segnalazioni. Tra le tipologie di combustibili che hanno ricevuto maggiori segnalazioni si confermano (con 2.266) le «sterpaglie», favorite dalla facilità d'innesco rispetto agli altri combustibili vegetali.

 “I dati elaborati da tutti i soggetti partecipi in prima fila alle attività di spegnimento degli incendi – ha detto Amati – e la costante discesa in campo di istituzioni pubbliche, corpi di Polizia, volontari di Protezione civile e ausiliari dello Stato ci rappresentano una realtà bellica: siamo cioè in guerra. Le modalità con le quali siamo costretti a mettere ogni anno in campo mezzi terrestri, aerei e navali per poter contenere il fenomeno degli incendi boschivi dipingono uno scenario tipicamente bellico. In questa vera e propria guerra impieghiamo risorse economiche che in un paese civile non dovrebbero nemmeno avete titolazione in un bilancio, perché indagando scopriremmo che la maggior parte degli incendi sono di natura colposa, causati da mancanza di attenzione o imperizia. È di tutta evidenza – ha continuato l’assessore – che c’è dunque una propensione all’attività di reato che ha bisogno della collaborazione dei cittadini, le cui denunce o segnalazioni sono ancora pochissime ed in numero non paragonabile ai reati di questa natura e gravità.

Se acquisissimo infatti, un po’ di profondità nella nostra riflessione, ci renderemmo conto che un incendio non comporta solo una notevole spesa pubblica, la riduzione in fumo del patrimonio boschivo e la successiva compromissione della bellezza dei nostri luoghi, ma aprono la strada alla disgrazia invernale, poiché ogni attentato al patrimonio boschivo determina le alluvioni invernali.

E questo solo per soffermarsi alle più evidenti conseguenze degli incendi, che in realtà producono danni anche ai piatti che mettiamo a tavola, poiché la produzione del cibo è resa possibile da un preciso sistema di tutela e governo delle risorse naturali che garantiscono la qualità dei prodotti. Ecco dunque emergere l’importanza del fattore educativo, la parola buona pronunciata in qualsiasi contesto sociale: in questo è pertanto straordinario il ruolo del mondo del Volontariato di Protezione civile, composto da cittadini specializzati nel processo di educazione civica".

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